Progetto della CdG

Il Progetto Educativo della Casa del Giovane mette al centro la PERSONA e la sua FORMAZIONE PERMANENTE, coprendo tutto l’arco della vita, dai bambini agli anziani, secondo il modello di uomo proposto dal Vangelo.

L’oratorio diventa allora “laboratorio di evangelizzazione”, “cantiere” nel quale si testimonia, si annuncia, si accoglie, si progettano e sperimentano iniziative, ponendo attenzione all’educazione globale della persona, chiamata ad accogliere il dono della vita e a viverlo. A tutti vengono proposti i valori cristiani, nel rispetto della libertà di ciascuno che liberamente li accoglie, nella misura della propria disponibilità a crescere e a vivere in Cristo, nella gioia di una vita liberamente donata a Lui e ai fratelli.

E’ importante che la CdG si curi principalmente della crescita umana e cristiana delle nuove generazioni, di coloro cioè che saranno chiamati a formare il futuro della società ed in questa troveranno la loro vocazione.

La CdG deve essere LUOGO DI RELAZIONE nel quale ogni persona deve poter sentirsi accolta, prescindendo dalla propria estrazione sociale, religione e cultura. Luogo che promuove il rispetto dell’altro, favorendo una CULTURA DEL DIALOGO e delle LIBERE SCELTE PERSONALI. Al contempo la CdG deve sviluppare nel singolo la capacità di SPIRITO CRITICO facendo suo l’esempio di Gesù, il Cristo, e integrando così FEDE e VITA. Per questo le realtà che gravitano all’interno della CdG devono fare la scelta di schierarsi e di prendere posizione davanti agli interrogativi che la società ci pone, evitando di delegare ad altri la capacità di pensiero e di iniziativa e rendendosi capaci, all’occorrenza, anche di scelte alternative e coraggiose.

Obiettivi

Gli interventi, le attività, le proposte della Casa del Giovane sono molteplici e affinché questo non si traduca in un attivismo caotico, frammentario e spontaneistico, è necessario un cammino educativo con obiettivi chiari, possibili da raggiungere e da verificare.

Ogni attività educativa si articola secondo obiettivi da raggiungere anche se non sempre potrà essere immediato ottenere risultati verificabili.

In particolare, dopo aver annualmente individuato gli obiettivi ritenuti più urgenti, dovranno essere strutturati dei “piani d’azione” ovvero dei percorsi costituiti da passi concreti in direzione della finalità prioritaria. Tali piani d’azione potranno avere durata variabile e abbracciare anche più anni in relazione al tempo che si reputerà necessario per il raggiungimento dell’obiettivo. In ogni caso una verifica a fine anno pastorale permetterà di accertare il perseguimento dell’obiettivo o i miglioramenti ottenuti nella sua direzione nonché la corretta direzione e l’efficacia di piani d’azione che si sviluppino su  più annualità.

In generale, attraverso le sue proposte la CdG intende promuovere la persona nell’acquisizione dei valori profondi dell’umano esistere e pertanto possiamo affermare che essa:

  • è luogo che accoglie
  • è luogo di apertura alla mondialità
  • è luogo di formazione
  • è luogo di maturazione e crescita armoniosa dell’affettività
  • è luogo di fede e adesione alla Parola
  • è luogo in cui si valorizza l’appartenenza

E’ luogo che accoglie: perché accogliere significa fare nostra l’attenzione di Gesù che si accorge quando una donna tocca il suo mantello: si ferma, le parla, la guarisce, la salva.
 Repentini e profondi cambiamenti delineano sempre più una società che da un lato accentua gli individualismi e mette in crisi i valori tradizionali e dall’altro è caratterizzato dalla presenza di diverse etnie imponendo nuove riorganizzazioni e risposte a nuove domande. In un simile contesto la CdG si propone di essere luogo aperto offrendo i suoi spazi a tutti coloro che intendono rispettarne il progetto educativo e di divenire luogo di aggregazione e di socializzazione al fine di favorire l’incontro e l’accoglienza delle persone, anche di quelle che normalmente non “praticano” le assemblee liturgiche.

A tal fine la stessa struttura deve presentarsi accogliente mediante una pulizia e un ordine di cui ciascuno deve farsi carico, sia esso gruppo formale o informale, nel rispetto delle regole del normale vivere civile.

La CdG deve poter inoltre rappresentare un ambiente sicuro, mettendo in atto, per quanto possibile e secondo le forze disponibili, azioni a tutela di cose e persone.

In sintesi, una CdG accogliente:

  • Accoglie ciascuno prescindendo da estrazione sociale, religione, cultura
  • Offre spazi idonei, dignitosi, puliti e sicuri
  • Richiede il rispetto delle regole del vivere civile

E’ luogo di apertura alla mondialità: occorre prendere coscienza che la nostra casa è parte di un territorio ed il paese è parte di un mondo da esplorare e conoscere.
 Questa logica ci porterà ad andare verso le persone di altra etnia, cultura e religione che vivono nel nostro territorio e/o che frequentano l’oratorio per imparare a conoscerci e a rispettarci, al fine di una collaborazione, di un dialogo e di un’integrazione reciproca riconoscendo l’altro nella sua diversità intesa come risorsa e come ricchezza senza voler tendere all’omologazione. L’incontro con queste persone, a partire dal rispetto reciproco nell’esperienza quotidiana, favorirà la nascita di una sensibilità più ampia capace di insinuare in ciascuno domande relative a problematiche più grandi, non necessariamente strettamente relative all’ambito dell’oratorio, contribuendo a conoscerle e ad affrontarle arrivando a farcene in qualche modo carico con proposte e risposte concrete contribuendo a renderci sempre più cittadini del mondo.

In sintesi, una CdG aperta alla mondialità:

  • Riconosce la diversità come ricchezza
  • Si propone _e per certi versi si riscopre_ come luogo di incontro tra culture
  • Dal rapporto con l’altro sviluppa una sensibilità verso problematiche di valenza mondiale in grado di renderci coscienti che il mondo riguarda tutti

E’ luogo di formazione: non tanto o non solo per una preparazione “tecnica” o di gestione, ma per imparare rapporti educativi e predisporre attenzioni precise con tutti, sollecitando presenze capaci di assumersi responsabilità.La CdG ha bisogno di persone preparate, si prefigge quindi la formazione di persone che siano valide anche fuori dall’ambiente dell’oratorio. Per questo, essa da un lato sottolinea il valore umanizzante del cammino di fede, dall’altro dà spazio ad attività di formazione sociale, culturale e politica capaci di raggiungere tutte le persone, anche quelle che fanno fatica a riconoscersi, o non si riconoscono affatto, nella fede o nell’appartenenza alla Chiesa.

In alternativa o in aggiunta promuove ed incoraggia l’adesione alle proposte offerte a livello di vicariato e diocesano nonchè la partecipazione a incontri, riunioni, corsi o quant’altro, organizzati da altre strutture entro e fuori il territorio comunale, che si presentino come strumenti validi per il raggiungimento della piena maturità della persona ovvero per la formazione di coscienze critiche, capaci di reagire alle molteplici proposte da cui quotidianamente siamo bersagliati e messe in grado di scegliere con responsabilità.

In sintesi, una CdG che forma:

  • Ha necessità di persone preparate ad affrontare le numerose scelte che la società propone ed impone
  • Favorisce la formazione permanente sia attraverso iniziative proprie sia incoraggiando la partecipazione a esperienze esterne
  • Mira alla formazione di coscienze critiche capaci di scelte responsabili

E’ luogo di maturazione e crescita armoniosa dell’affettività: nel senso di una crescita armonica come riconoscimento che la persona è mente, ma anche cuore, in modo diverso e in tutte le età della vita. La CdG, nell’accogliere le persone, instaura con ciascuno un dialogo fondato sulla libertà di risposta e calibrato anche sul grado di adesione al Progetto Educativo al fine di favorire lo scambio reciproco in un atteggiamento di apertura e di gratuità. Attraverso il dialogo l’oratorio mira alla promozione delle capacità personali _segni distintivi grazie ai quali ciascuno può trovare un suo spazio_ e alla valorizzazione di ciascuna identità, consapevole che il dialogo è via educativa preferenziale che permette la crescita dell’individuo.

Il privilegiare il gruppo come dimensione favorevole alla crescita implica un’attenzione particolare e necessaria al rispetto delle regole, intese come norme di vita e richiede l’interiorizzazione delle regole del gioco, dello statuto dell’associazione, del gruppo o della CdG mirando all’apprendimento nello e dello stare insieme nel rispetto delle regole stesse.

Parimenti attende a facilitare l’espressione dei sentimenti e delle emozioni, ne presta ascolto nell’obiettivo di una progressiva educazione e canalizzazione di queste forze al bene, al fine ultimo di rendere capaci di amare come Gesù ci ha amati.

In sintesi, una CdG che segue nella maturazione globale l’individuo:

  • Riconosce la complessità dell’essere, il suo diverso grado di maturazione nelle varie fasi della vita nonché il fatto che la persona è mente e cuore insieme.
  • Si propone un dialogo calibrato e libero quale atteggiamento per incontrare le persone e metterle in grado di esprimersi.
  • Pone attenzione al rispetto delle regole quale condizione necessaria nell’intendere il gruppo come dimensione favorevole alla crescita. 

E’ luogo di fede e adesione alla Parola centrale nella progettualità è la Parola, quella che Dio ha rivolto nel tempo e quella che Dio continuamente rivolge oggi.L’oratorio è luogo di fede perché chi opera e agisce all’interno della CdG ha incontrato personalmente Cristo ed è affascinato dalla sua persona: il servizio di ognuno vuole essere sempre di più una risposta alla chiamata di Dio. L’educazione è legata infatti anche alle disposizioni etiche dell’educatore: la dedizione personale e l’umiltà, che deriva dalla consapevolezza di essere testimoni di un bene più grande. Si tratta di una fede che non è priva delle sfide attuali, una fede _soprattutto quella degli operatori pastorali_ che necessita di robustezza e maturità. E’ la Parola che deve illuminare e sostenere il nostro agire: nel suo ascolto assiduo e frequente da parte di tutti si comprende il tesoro prezioso nel  cuore di ognuno.

La Parola diventa “luogo” nel quale leggere le domande proprie dell’oggi al fine di tentare di trovare le risposte più adeguate.

In sintesi, una CdG che è luogo di fede:

  • Mantiene come riferimento nell’operare la Parola e il messaggio di Cristo
  • Implica il riconoscere che ciascuno è testimone di un bene più grande che è chiamato a trasmettere.
  • Nella fedeltà al messaggio di Cristo, cerca risposte adeguate alle domande proprie dell’ oggi.

 E’ luogo in cui si valorizza l’appartenenza: per sentirsi parte di un unico progetto in comunione con tutta la Chiesa al fine di dare voce ad un disegno di salvezza che Dio ha anche per la nostra comunità.

 Partendo dal presupposto che appartenenza significa in primo luogo consapevolezza della propria identità e del proprio ruolo, il sentirsi parte di un gruppo consiste nella condivisione con il gruppo di comportamenti, modi di pensare e atteggiamenti. Nella fattispecie ciò che accomuna all’interno della CdG, il vero valore condiviso,  è la Parola di Dio ed è nel nome di questo senso di appartenenza che la CdG tenta di porsi come luogo accogliente, di formazione, di crescita. Non da ultimo la consapevolezza delle proprie radici, della propria storia e della propria cultura crea le condizioni per un’appartenenza che sia anche possibilità di riconoscere il diverso, di apertura e di confronto con l’altro e quindi tendenza alla mondialità.

Il sentirsi parte di un progetto in cui ciascuno trova il proprio ruolo ed il proprio spazio implica il coinvolgimento di tutti, ponendo attenzione al fatto che il sentirsi “appartenenti” non determini d’altro canto l’escludere a priori chi ne è fuori ma consista nella condivisione con il gruppo e sia valore aggiunto al nostro operare nel pieno coinvolgimento di tutti.

In sintesi, una CdG in cui si valorizza l’appartenenza:

  • Parte dal presupposto che l’ appartenenza si costruisce e si definisce a partire dalla consapevolezza della propria identità cristiana.
  • Individua nella Parola di Dio il comune denominatore ed il motore che orienta la CdG a porsi quale luogo di accoglienza, di formazione, di crescita, di apertura alla mondialità.
  • Pone attenzione al significato positivo dell’appartenere quale atteggiamento responsabile e valore aggiunto nell’operare quotidiano.

 Grado di adesione al Progetto Educativo

Tra quanti frequentano la CdG, sia a livello personale sia in quanto facente parte di un gruppo, è diverso il grado di adesione alla sua proposta educativa e di condivisione del suo progetto :

  • Alcuni fanno soprattutto del bar e/o del cortile i loro luoghi d’incontro;
  • C’è chi frequenta la CdG saltuariamente o occasionalmente per aderire a iniziative o usufruire delle sue strutture per incontri di carattere culturale, sociale e ricreativo;
  • Ci sono gruppi, aderenti anche ad altre confessioni, che richiedono l’utilizzo di alcuni ambienti per i loro incontri e/o celebrazioni;
  • Sono presenti i componenti di gruppi sportivi o che svolgono attività motorie in genere;
  • Altri frequentano le strutture dell’oratorio abitualmente in quanto aderenti a gruppi, anche non ecclesiali, di impegno sociale o di volontariato;
  • Ci sono infine coloro che percorrono un cammino di fede e/o appartengono ai gruppi ecclesiali.

Per tutti si auspica la conoscenza del Progetto Educativo. Si richiedono comunque atteggiamenti e comportamenti in linea con un corretto, rispettoso e democratico vivere civile, accompagnati dalla consapevolezza della natura ecclesiale dell’ambiente frequentato.

E’ doveroso il rispetto del Regolamento che nel Progetto Educativo stesso trova la sua fonte (v. più avanti).

I gruppi ecclesiali, vista la loro natura, fanno proprio nell’interezza il Progetto Educativo della Casa del Giovane.